http://www.repubblica.it/motori/sezioni/moto/2013/11/22/news/nicola_dutto_sul_podio_alla_baja_1000-71552361/Il pilota paraplegico cuneese, con la sua speciale KTM EXC, ha compiuto un'impresa straordinaria classificandosi al terzo posto nella massacrante gara motociclistica off road
Al miracolo hanno già gridato dopo l’incidente in cui ha rischiato di perdere la vita ed è rimasto paralizzato dalla fascia addominale in giù. La lesione della settima vertebra dorsale lo ha reso paraplegico per sempre ma il campione cuneese, che ha sempre avuto la moto nel sangue, non si è certo perso d’animo e non appena ha concluso la riabilitazione è risalito in sella per dare la polvere a tutti (e non certo per fare la “comparsa”). Così dopo aver ripreso a gareggiare per Nicola Dutto è finalmente arrivata la gioia del podio, e mica nella gara della “parrocchietta” (con tutto il rispetto per le attività organizzate dalle nostre chiese), bensì alla massacrante “Baja 1000”, competizione di off road difficilissima, di circa 30 ore no stop nel deserto, con partenza ed arrivo ad Ensenada, nello stato messicano della Bassa California.
La conquista del terzo gradino del podio, impresa già entrata nella storia dello sport, ripaga il pilota e tutto il suo team degli sforzi compiuti fino ad oggi con un risultato impensabile fino a qualche tempo fa e proietta Nicola Dutto e la sua KTM EXC a gas spalancato verso nuovi ancor più importanti traguardi.
“La Baja 1000 non è solo una gara ma un’avventura lunga 1000 miglia (circa 1600 km), sia per chi corre che per chi la segue come assistenza – ha dichiarato Nicola Dutto – Il mio team era composto da uomini provenienti da nazioni diverse ma
accomunati dalla stessa passione e coraggio. Abbiamo raggiunto un risultato incredibile! Assieme a me hanno gareggiato i co-driver Julian Villarrubia, Gianfranco Ronco, Lorenzo Crivello ed inoltre Dave e Matt (miei uomini “ombra”) mentre Stefano Caputo è stato il leader all’assistenza.
Io ho corso principalmente di notte percorrendo 300 miglia (le prime 150 e le ultime 150). Sono caduto un paio di volte ma niente di grave. Al rientro sulle montagne attorno ad Ensenada e sotto una pioggia battente si è rotto il cavo del freno posteriore ed ho dovuto correre usando solo l’anteriore, cosa veramente difficile perché io per dare direzione e trazione alla moto uso principalmente il posteriore!
Sono partito da Ensenada all’1 del mattino del venerdì ed ho lasciato la moto a Julian al terzo “baja pits”, sono salito in auto e l’ho seguito in assistenza fino a sud di Puertocitos sul Mare di Cortez. A Cocos Corner lui ha consegnato la moto nelle mani di Lorenzo Crivello che si è occupato di portarla sull’ oceano passando il testimone a Gianfranco Ronco che ha risalito la gara verso nord fino a Colonet. Julian a questo punto ha attraversato le montagne per lasciarmi la moto a San Matias alle 4 del mattino del sabato ed ho percorso quindi le ultime 150 miglia”.
Proseguendo nel suo racconto post gara anche Nicola Dutto si rende conto di aver compiuto qualcosa di straordinario ed anche un po’ folle e rivolge le sue parole a tutti quelli che gli sono stati sempre vicino, come la moglie Elena che lo accompagna dappertutto e lo segue come un’ombra:
“Ci vuole coraggio ad affrontare una gara come la 1000, seguendo un pilota come me , ci vuole cuore e testa! Questa esperienza ci legherà per tutta la vita, facendoci riassaporare il piacere, l’adrenalina, la tensione, il calore, la gioia la fatica della gara ogni volta che il nostro ricordo affiorerà, sperando di poter rivivere tutto questo quanto prima. Perché la Baja non si può spiegare … si deve vivere.
La felicità purtroppo è stata mitigata dal pensiero di Kurt Caselli deceduto tragicamente durante la gara, ora è nelle mani di Dio e spero continui a correre sulla sua moto.
Il mio ringraziamento va indistintamente a tutti quelli che continuano a credere in me considerandomi un atleta a tutti gli effetti”.
In bocca al lupo a Nicola Dutto per le prossime sfide, noi e tutti gli altri suoi fan lo attendiamo sotto la prossima bandiera a scacchi e ci auguriamo di vederlo presto sul gradino più alto del podio!
