Il neo-motocilcista del 2000 va analizzato in fasi:
FASE PRE-MOTO:
Il neo-motocilcista comincia a ottobre a sbandierare a tutti la sua intenzione di farsi la patente della moto,e,inesorabilmente,comincia a chiedervi consigli.
I primi 10 minuti sorridete alle sue domande
Dopo 20 minuti bestemmiate internamente
A Dicembre,alla domanda "mi dai un consiglio?" cominciate a bestemmiare in aramaico,anche se la domanda proviene da vostro figlio che vuole sapere come attaccare le tabelline alla pagina del quaderno.
Sarete subissati di domande su motore,telai e forcelle e dovrete sfatare migliaia di "un mio amico mi ha detto che..."
Se siete sopravvissuti a ciò,il resto della vita vi parrà tutta in discesa.
FASE MOTO:
Il neo-motociclista ha acchiappato la patente!
Mentre quest'ultima sta ancora terminando di asciugarsi ha già svuotato il conto,scippato nonne,zie e parenti fino al 4° grado per acquistare il sogno della sua vita: il missile terra-terra!
Infatti,se una volta si procedeva gradualmente nell'esperienza della moto,partendo dal motorino e arrivando alla moto "grossa" tramite 5-6 fasi intermedie (dal 50ino al 125 alla 350 alla 500 e via così),una nuova regola tra i neo-motociclisti impone di acquistare subito la belva più cattiva disponibile per il budget.
Naturalmente,così facendo,una buona parte dei neo-motociclisti si assicura una vita residua pari solo a quella dei pionieri aereonautici dei primi del 900.
Dopo l'acquisto arriva al bar con la belva appena lavata,zoppicando per la mancanza di un rene (in qualche modo bisognava pur pagare l'Akrapovic)
Vi si fa sotto e,ghignando,vi sciorina tutta la tabella tecnica del mezzo; subito dopo vi ricorda che la vostra moto ha un terzo dei cavalli della sua e vi offre di andare a fare un giro "sempre se gli state dietro"
Da quel momento l'unico vostro desiderio è strappargli l'altro rene a morsi,per poi rivenderlo (anche a voi piacerebbe l'Akrapovic!).
Se accettate di fare un giro con lui,pagherete cara cotanta leggerezza!
Il neo-motociclista si presenterà infatti vestito con giacca,pantaloni,stivali,neck-brace e casco nuovi e costosissimi e riderà di voi,con il vostro giubbotto logoro e il casco sporco.
Mentre state già chiamando il trafficante di organi per proporgli un'affare eccezionale,il neo-motocilcista parte a razzo,costringendovi a rincorrerlo nei rettilinei e a inchiodare nelle curve per non tamponarlo.
Di quando in quando si ferma per fare foto,che pubblica subito su facebook con hashtag odiosi tipo "#instagiro" "#ioeilmiomezzo" "#motociclistavero", intervallando le foto con link della pagina "Scusa mamma,sono un motociclista".
Tedia per mesi chiunque lo stia ad ascoltare con la storia di lui che "vorrebbe tanto fare l'elefantentreffen" ma blocca l'assicurazione a settembre,perchè "ha paura a guidare sul bagnato".
Nel primo anno di patente fa 5000 km,dei quali 4900 nel tragitto casa-bar-lavoro-bar-casa.
Nel secondo anno ne fa 1000,perchè si accorge che la voce più importante nella scheda tecnica che ha imparato a memoria,è quella che ha considerato meno nella scelta della moto: la voce "consumi".
Il terzo anno la vende,sparando balle assurde sui motivi che lo hanno costretto alla vendita: sono molto gettonate le "minacce della madre".
Forse non l'ha scusato per essere un motociclista.
FASE POST-MOTO
Se pensavate che,dopo la vendita del mezzo,la rottura di maroni sarebbe diminuita,vi sbagliavate di grosso!
Quei 6000 km percorsi saranno fonte di anneddoti per anni e anni a venire,nemmeno fossero stati percorsi in Rhuanda,tra animali selvaggi e guerriglieri incazzati.
Ogni volta che uscirà l'argomento "moto" sarete costretti ad ascoltare l'ex neo-motocilcista che racconterà di "quella volta che..."
Ricomincerete a cercare in rubrica il numero del trafficante di organi.
[cit.]