Sabato scorso, in compagnia di due amici (Hornet 600 e Tiger 800) e in sella al mio fido TA, ci imbattiamo da Treviso verso il famigerato passo dello Stelvio.
Giornata spettacolare, temperatura gradevole e libertà dalle zavorrine, ci sentiamo come tre scolari in gita!
Maciniamo km un pò noiosi passando per Feltre, Val Sugana, Trento, Bolzano e Merano, attraverso statali scorrevoli fino proprio a Merano, quando, una volta imboccata la provinciale della Val Venosta, tra mille e una mela, percorriamo gli ultimi 40 km verso Prato dello Stelvio in un autentico calvario di auto in fila indiana. Pazienza, molta pazienza.
Tra un sorpasso e l'altro, sempre attenti agli improbabili autovelox, arriviamo alla base del passo e una volante che viaggiava nel senso di marcia opposto estrae la paletta del finestrino, si posiziona in diagonale e ci fa segno di accostare.
Sudori freddi.
Sudori molto freddi.
Lo sbirro scende, si avvicina a me (ero il primo del trio lescano) e borbotta agitando la paletta qualcosa in crucco. Poi da una sbirciata la targa e in quella frazione di secondo ero già convinto di dover abbandonare ogni mio sogno di gloria di scollinare il passo più alto d'Italia con le mie gambe (e le ruote del TA). Invece apre la bocca e in un italiano sgangherato esclama "Tiecci cvindicci minnutti ti attessa ke teffe pazzare mantria ti ffakke, poi pottette pazzare ffoi" (tradotto dalla mia mente ubriaca dal terrore: "aspettate un quarto d'ora per il transito di una mandria di mucche, poi riapro la strada").
Scampato pericolo, le sfere inguinali ricominciano il loro moto incessante e regolare e la palpitazione ritorna nei canoni umani.
Finalmente ci danno il via libera; il paesaggio è mozzafiato, il divertimento in moto molto meno; una carovana mista di auto, moto e biciclette, oltre ai tornanti molto stretti, impediscono grandi spettacoli pirotecnici su due ruote, ma la sensazione nell' arrivare in cima dopo gli ultimi 6 km (tutti visibili) che fanno venire i brividi, beh, vi assicuro che è grande. Un pò come salire sulla Torre Eifel. Davanti a certe magnificienze del nostro pianeta l'occhio dell'uomo rimane esterrefatto come un idiota e resta lì, scemo, con la bocca aperta a mò di esca per le mosche e le pupille dilatate stile Spud in trainspotting.
Così è successo a noi tre.
Scendiamo dal versante svizzero (con sorpresa affrontiamo un paio di km di sterrato) dove le strade lasciano spazio maggiore all'abilità del pilota, superiamo il caratteristico monastero di santa maria e raggiungiamo la spettacolare Glorenza (da visitare). Così fino a Bolzano, poi passo costalunga e pernottamento in quel della Val di Fassa, dove tra sagre paesane, piatti tipici e tanta birra, tiriamo tardi, ma non troppo (la stanchezza dopo 480 km si faceva sentire).
Ronfiamo per 9 ore consecutive, vi risparmio ovviamente le sensazioni del risveglio tipiche da day after, colazioniamo (tanto ormai le licenze poetiche se le prendono tutti) e decidiamo per un tour degno del suo nome. Passo Sella, Ortisei, Passo Pinei, altopiano dello Scillar, Tires, Passo Nigra, Passo Costalunga, Passo Lavazè - pranzo - Cavalese, Moena, Passo San Pellegrino, Falcade, Treviso.
812 km in due giorni, forse un pò troppi perchè impegnativi, soprattutto nel secondo giorno, ma davvero entusiasmanti.
La mia moto mi ha dato parecchie soddisfazioni, non hai un felling immediato col TA, devi abituarti un pò a portarlo giù in curva, le mie gomme (ancora quelle in dotazione) non sono sensazionali e pure un pò scalinate, ma conoscendole sai fin dove puoi usare. L'hornet ha un altro passo, inutile dirlo, ma col triumph, nonostante i 40 cavalli in meno, mi difendevo alla grande. Certo, per stargli dietro dovevo tirarla al massimo, bloccare il posteriore in staccata più di qualche volta e scodare in un paio di occasioni in uscita di curva (e vi assicuro che mi sono defecato nelle mutande in entrambe le occasioni) ma alla fine col coltello tra i denti ne uscivo orgoglioso!
Non mi ritengo affatto un buon pilota, ma sto migliorando e sono contento, l'importante è divertirsi in sicurezza, sempre. Dal canto mio mi rendo conto che è fondamentale essere sempre concentratissimi se si guida dando gas, perchè l'errore tuo (o di chi è in strada) è sempre in agguato. E se pensi ai cavoli tuoi o sei stanco o svogliato, scala una marcia e goditi il paesaggio, che se arrivi 10 minuti dopo il peggio che ti può capitare è trovare i tuoi amici già seduti sul tavolo apparecchiato e l'antipasto pronto..

(si fa per dire, più leggero stai nelle giornate in moto e meno rischi l'abbiocco digestivo)