La fine dell’estate nel resto del mondo si annuncia di solito con un temporale che abbassa bruscamente le temperature. A Milano no. La pioggia non fa una grande differenza. A Milano ti accorgi che le ferie sono finite perché le strade nel giro di un weekend si riempiono del solito traffico. A Milano l’ultimo venerdì di agosto si gira per marciapiedi assolati e le serrande dei negozi abbassate. Il lunedì successivo piove, i tombini sono allagati, qualche incrocio ha i semafori rotti, i negozi sono aperti e si sta in coda nel traffico con la solita, ansia sottile di arrivare in ritardo al lavoro. Pazienza. Non a caso noi di Dueruote raggiungiamo quasi tutti la redazione in moto. Prendiamo la pioggia ma almeno si evitano le code. Tra i talebani della moto c’è un collega che percorre ogni benedetto giorno il tratto casa-ufficio, uno come tanti.
Oggi però il nostro amico è tornato dalla pausa pranzo pallido come un morto.
“Non potete immaginare cosa mi è successo”, ha rantolato appena tolto il casco.
“Caduto con lo scooter che abbiamo in prova?”, chiede qualcuno.
“No! Mi hanno puntato una pistola in faccia!”.
“Cosa?!”.
“Un tizio in macchina che mi suonava alle spalle, probabilmente perché credeva che non lo facessi passare. Prima ha cercato di buttarmi a terra colpendomi sulla gamba, poi si è affiancato, ha frugato nel cruscotto con la mano destra tenendo il volante con la sinistra. Ha tirato fuori una pistola e me l’ha puntata contro. Siamo stati così per qualche secondo mentre ci fissavamo in faccia. Potete immaginare la mia, di faccia. Poi ha accelerato ed è andato via”.
“E basta?”.
“Basta. Al momento sono rimasto di sasso. Me ne sto rendendo conto solo adesso. Mi tremano le mani, in effetti”.
“Ma non hai preso la targa?”.
“E come facevo?! So solo che guidava una vecchia macchina. Aveva una faccia come tutti, direi anzianotto. Non lo avresti mai detto. Un tipo assolutamente normale”.
Oggi è successo a uno di noi ma a Milano sono in tanti che possono raccontare storie del genere. Una volta nelle pellicole degli anni ’70 i delinquenti si muovevano in moto. Ora girano protetti dall’abitacolo delle macchine e sono frequenti i fatti di cronaca che ci raccontano di scooteristi o motociclisti che, magari anche dopo avere commesso delle infrazioni, sono “puniti” come in un film americano.
Vorrei chiarire subito: non voglio affatto dire che gli automobilisti sono dei delinquenti! Vi racconto solo quello che è successo a uno di noi oggi. Accade solo qui o anche nella vostra città?