Appena rientrati dalla Norvegia (purtroppo non in moto) io e la mia compagna abbiamo deciso di fare un giretto di due giorni con la Varadona per attenuare la depressione da rientro. Metodo di scelta della destinazione: google maps e primo posto che sembrasse interessante.
Per caso mi è cascato l'occhio su Seui, un paesello di 1400 anime, apparentemente anonimo, nella regione montagnosa dell'Ogliastra. Dico apparentemente anonimo perchè non mi sarei mai aspettato di trovare tante cose da vedere e tante sorprese in un posto così piccolo ed isolato di una delle aree più povere della nazione.
Andiamo con ordine: Seui è stato, nel corso dei secoli, un importante centro di potere feudale, sede di un tribunale con giurisdizione sull'intera Barbagia, un grosso polo minerario per l'estrazione dell'antracite (carbone fossile). ed infine fulcro di innovazione e lotta politica di tutta la Sardegna.
Ognuna di queste fasi storiche ha lasciato traccia di sé nel paese ed una cooperativa di ragazzi preparatissimi ed appassionati (con la collaborazione di un'amministrazione pubblica lungimirante) ha riportato alla luce tutte queste testimonianze riunendole in un sistema museale unitario che si articola su diversi edifici sparsi nel centro.
C'è il carcere spagnolo, usato dai tempi della Santa Inquisizione fino al 1975 (agghiacciante ed angosciante), c'è la palazzina in stile liberty dove aveva sede la direzione della miniera e che ospita alcune esposizioni etnografiche in continua evoluzione, c'è la casa del politico e scrittore Filiberto Farci (cofondatore dello storico Partito Sardo d'Azione assieme ad Emilio Lussu) nel quale sono state conservate le opere e le lettere del Farci ed è ospitato un bel museo della tradizione contadina, ci sono i ruderi delle laverie della miniera poco fuori dal centro, infine c'è il grande Palazzo del Comune che custodisce una piccola ma sorprendente collezione d'arte che ha come pezzo di punta un olio originale dello Spagnoletto (1600) di cui è esposto un altro esemplare addirittura al Prado di Madrid.
Per 5 euro i ragazzi della cooperativa vi scortano attraverso tutto questo percorso spiegando per filo e per segno la storia del paese.
Il tutto inserito in un contesto naturale straordinario, l'Ogliastra, con il massiccio del Gennargentu da una parte, il lago del Flumendosa dall'altra ed in mezzo il parco naturale della Foresta del Mont'Arbu. Superbo.
Per dormire, in paese ci sono parecchi B&B, tutti realizzati nelle vecchie case di paese ristrutturate, con i muri in pietra ed i pavimenti in legno come nella tradizione locale. Noi abbiamo pagato 25 € a testa. Per mangiare ci sono agriturismo e ristoranti tipici in abbondanza ma mi sento di suggerire un posticino inconsueto ma che non delude: proprio all'ingresso del paese provenendo da ovest c'è un baretto insospettabile, il Bar degli Amici, che nel retro ha un piccolo ristorante a gestione familiare. Se riuscite a passar sopra al fatto che il proprietario ha riempito un paio di mensole del bar con i busti del Duce potete godervi dei favolosi antipasti fatti dalla mamma e degli ottimi culurgiones annaffiati da vino bianco ghiacciato per meno di 20 € a testa.
Comunque il sito del Comune è molto bel fatto e offre un sacco di informazioni utili
http://www.comune.seui.og.itAh, dimenticavo la parte motociclistica

ma credo che i bei curvoni tondi e ruvidi delle vallate barbaricine non abbiano bisogno di presentazioni. Sembrano fatti apposta per i possessori di Varadero.
Se poi volete metter da parte la motona per una giornata, a Seui passa anche il trenino a scartamento ridotto che porta in giro i turisti da Arbatax a Mandas attraverso scenari mozzafiato.
Guardate, giuro che non sono pagato dalla proloco di Seui

ma questo posto mi ha realmente stregato. Appena possibile andateci.
G