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http://auto-moto.virgilio.it/moto/prove-moto-su-strada/honda-crossrunner-turismo-a-due-ruote-diventa-sportivo.html
Test con il crossover secondo Honda, concetto nato dalla vecchia VFR 800. Intorno alla storica sportiva è stata disegnata una moto concettualmente futuristica e divertente, grazie anche al V4 di 90° di 782cc con sistema VTECH
Ti aspetti una tourer, un’endurona flaccida e tranquilla, invece la Honda Crossrunner si dimostra l’esatto contrario. La base di partenza, senza troppi giri di parole, è la vecchia VFR 800. Motore, telaio e sospensioni sono i suoi. Anche il forcellone monobraccio testimonia la diretta discendenza con la storica sportiva.
Cambiano le sovrastrutture: profili inediti che la rendono difficile da classificare. Non è una enduro, ma neanche una sportiva, soltanto il concetto di crossover secondo Honda. Forme strane, in ogni caso. Tanta “roba” nella parte anteriore, dietro invece il vuoto. Le malelingue la additano come il frutto di un plagio nei confronti di quanto fatto da Yamaha con la TDM.
In realtà non è così. Per niente. Teofilo Plaza Garcia, designer project leader, durante la presentazione spiega l’input che ha dato vita al progetto: Honda è partita dal concetto che ha l’utente medio riguardo al mondo delle due ruote. Idee che privilegiano le emozioni, tutto il resto lascia il tempo che trova.
D’ogni modo, con la VFR 800 ha poco da spartire, almeno in fatto di sensazioni di guida. Innanzitutto per la posizione in sella. Sulla Crossrunner si sta comodi e ben riparati dai flussi d’aria, grazie al cupolino, che protegge busto e spalle dei piloti di media statura, e alla carena, che isola gambe e ginocchia, in modo impeccabile. Le pedane, però, sono troppo arretrate. Ideali per la guida sportiva, affaticano gli arti inferiori dopo tante ore di guida.
Il motore, invece, esalta. E come non potrebbe, con le caratteristiche che si ritrova. V4 di 90° da 782 cc con distribuzione bialbero, 4 valvole per cilindro e sistema VTECH, dove la fasatura variabile delle valvole ora è digeribile. Sparisce quel fastidioso scalino, quell’effetto on-off da motore turbo, dovuto al passaggio dalle due alle quattro valvole, che sui primi modelli rese indigesta l’erogazione nel passaggio ai medi regimi.
Sulla Crossrunnuer il tiro è costante. Ci si accorge del lavoro svolto dal VTECH intorno ai 6.000 giri/minuto perché aumenta la spinta e il sound si fa più acuto, paradisiaco. Un timbro che ti prende, appena lo senti girare. Un urlo che, dopo i 7.000 giri/minuto indicati dallo strumento, diventa musica allo stato puro. Un consiglio: d’obbligo lo scarico “aperto”, after-market, naturalmente omologato.
Lode anche agli pneumatici di primo equipaggiamento della Honda Crossrunner. I Pirelli Scorpion Trail, nelle misure 120/70 per l’anteriore e 180/55 dietro, entrambi montati su cerchi da 17 pollici, regalano grip a sufficienza. Quando mollano, lo fanno sempre con garbo, il che amplifica il piacere di guida, il divertimento puro, se il limite si alza. Discreto, inoltre, il comportamento sulle strade in terra battuta. Grazie agli intagli del battistrada, è possibile percorrerle con un discreto margine di sicurezza.
ABS con sistema di frenata combinata completa la dotazione. Adatto alle doti sportive della Crossrunner, durante la prova si è attivato in pochissime circostanze. Quanto costa? Per parcheggiare la Crossrunner nel box di casa, occorrono 10.990 euro f.c. Infine i colori: banali, per una moto così “diversa”. Ci saremmo aspettati qualcosa di insolito, in luogo dei già visti bianco, nero e rosso.
di Matteo Colella